Ho letto l'inchiesta di diario e il post di Beppe Grillo sul tema dello scrutinio elettronico per le elezioni del 9/4:
Dal punto di vista informatico, non mi sbilancio ancora (le informazioni pubblicate dal settimanale sono troppo scarne e semplificate), ma principale anello debole della catena mi sembra essere il trasporto a mano (di un privato) e privo di una sicurezza fisica delle chiavette USB dal pc del seggio a quello che si occupa dell'invio dal ministero.

Per quanto riguarda la modalità con cui viene attivata l'iniziativa e il suo contesto:

  1. L'appalto è assegnato direttamente e senza una gara (sarebbe obbligatoria! quante ne avete dovute fare per cercare di aggiudicarvi un qualunque pulciosissimo progetto da 500K€? qui hanno assegnato 34M€.
  2. Capo cordata Telecom (ancora?), tra gli altri Accenture e EDS.
  3. Il figlio del ministro Pisanu sarebbe un partner di Accenture.
  4. No comment su Telecom visti i trascorsi.
  5. Il descreto elettorale ha abolito il sorteggio del personale che soprassiede alle operazioni di seggio (scrutatori, ...) a favore dalla nomina diretta.
  6. Dopo lo scrutinio un privato passeggia per il seggio con una chiavetta USB in tasca.
Quindi i politici al governo incaricano clienteralmente delle aziende private mentre i politici eletti nei comuni comuni incaricano chi deve controllarne l'operato a difesa della democrazia.
Stiamo parlando di 11M di voti in tre regioni storicamente considerate instabili; mica come l'Emilia Romagia!
A già, tra parentesi, il voto dovrebbe essere la suprema espressione della democrazia :-).

Approfondimenti:
Apogeonline

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